Ancora.
Non penso ad altro.
Di più. Perché di più è meglio.
La repulsione.La voglia.La pazzia.
Non riesco a trovare le parole.
Il presente.Il passato. Una gomma per cancellare.O una bacchetta magica.O una bottiglia di vino.
Musica jazz. Un due tre giro.Un sorriso che apre le porte a un mondo.
Che aspetto?
Si è stanchi abbastanza? Quando?
Silenzio.Ma non troppo. Parla piano, così mi avvicino.
Ma non andare oltre.Che poi piango.
Gira il mappamondo e punta il dito a caso. E prendimi per mano.
E spegni il cervello. E il cellulare. E la luce.
Che male c'è?
Appoggia la testa sul mio petto e ricominciamo da capo. Da un giorno a caso. Da un'ora a caso. Da un posto a caso.
Non più parole da interpretare.Solo occhi. Che ti ci perdi. E ritrovarsi.
Mica è peccato?
Ma poi cos'è il peccato?
Vorrei. O no. Chissà.
Un profumo.Che si tocca quasi.
Confondi i sensi.E le idee.
Lasciarsi andare. Verso quale direzione?
A quale sensazione?
Prova a chiedere quello che vuoi. O a prendere.
Ancora.
Non so altro.
giovedì 6 febbraio 2014
lunedì 3 febbraio 2014
Streamofconsciousness
Io non lo so se questo è un segno divino, che tutta questa gente che mi circonda oscilla tra la follia e il paradosso. E non so se è il caso di dissociarmi da questa ondata di pazzi.
Forse qualcuno lassù cerca di indirizzarmi..ad aprire un centro di recupero, o a diventare una persona paziente, che quando hanno distribuito la pazienza io ero sicuramente impegnata a prendere a calci il distributore delle merendine che si imballa ogni volta che muoio di fame. 22 anni e una vita in analisi!
Ma non quella che credete voi, troppo facile pagare un medico per raccontargli tutte le cose assurde che mi accadono.. Analisi, intese come ore ed ore, ed ore a rimuginare..che se mi pagassero per farlo, sarei sicuramente miliardaria, che "Ciaociao Paris, compro te e tuo padre e tutti gli Hilton del mondo!"
E provo quasi invidia, o pena, non so definirlo questo sentimento profondo che nutro per quelle oche senza cervello che il massimo che riescono a fare è pensare al come "fare la troia con il mio uomo (vero o presunto)o con l'uomo di qualcun altra ma non ha importanza perché se ti incontro-e ti incontrerò prima o poi- ti spacco la faccia".
In questo stream of consciousness di un lunedì mattina, che muoio di fame e non metto un grammo e tutti continuano a ripetermi quanto io sia magra cosa per cui avrei pagato tempo fa mentre ora non trovo le differenze tra me e un manico di scopa, riflettevo sul senso della vita, inteso come scelta tra quello che si è e quello che si vuole essere.
Io sono così, e vorrei essere diversa. Vorrei avere le tette più grandi per esempio, ma appena appena più grandi, e vorrei farmi piacere il rosa, perché questo fatto di detestarlo mi ha fatta sentire sempre donna per metà!!! E poi questa serietà che metto nelle cose, questa fedeltà alle persone manco fossi un cane, che poi tutti, e dico tutti, a partire dal fratello, al fidanzato, all'amica del cuore al barista affezionato al parrucchiere mani di forbici, non ci pensano su due a volte a mettertelo a quel servizio.Che dici "giusto una spuntatina" e loro pensano di star potando una siepe!!! Che vai a pulire le sopracciglia dai peli superflui, e torni a casa come un trans di Borgata. Ma nulla di grave...
Insomma, più easy, più soft che qui si muore!
Forse qualcuno lassù cerca di indirizzarmi..ad aprire un centro di recupero, o a diventare una persona paziente, che quando hanno distribuito la pazienza io ero sicuramente impegnata a prendere a calci il distributore delle merendine che si imballa ogni volta che muoio di fame. 22 anni e una vita in analisi!
Ma non quella che credete voi, troppo facile pagare un medico per raccontargli tutte le cose assurde che mi accadono.. Analisi, intese come ore ed ore, ed ore a rimuginare..che se mi pagassero per farlo, sarei sicuramente miliardaria, che "Ciaociao Paris, compro te e tuo padre e tutti gli Hilton del mondo!"
E provo quasi invidia, o pena, non so definirlo questo sentimento profondo che nutro per quelle oche senza cervello che il massimo che riescono a fare è pensare al come "fare la troia con il mio uomo (vero o presunto)o con l'uomo di qualcun altra ma non ha importanza perché se ti incontro-e ti incontrerò prima o poi- ti spacco la faccia".
In questo stream of consciousness di un lunedì mattina, che muoio di fame e non metto un grammo e tutti continuano a ripetermi quanto io sia magra cosa per cui avrei pagato tempo fa mentre ora non trovo le differenze tra me e un manico di scopa, riflettevo sul senso della vita, inteso come scelta tra quello che si è e quello che si vuole essere.
Io sono così, e vorrei essere diversa. Vorrei avere le tette più grandi per esempio, ma appena appena più grandi, e vorrei farmi piacere il rosa, perché questo fatto di detestarlo mi ha fatta sentire sempre donna per metà!!! E poi questa serietà che metto nelle cose, questa fedeltà alle persone manco fossi un cane, che poi tutti, e dico tutti, a partire dal fratello, al fidanzato, all'amica del cuore al barista affezionato al parrucchiere mani di forbici, non ci pensano su due a volte a mettertelo a quel servizio.Che dici "giusto una spuntatina" e loro pensano di star potando una siepe!!! Che vai a pulire le sopracciglia dai peli superflui, e torni a casa come un trans di Borgata. Ma nulla di grave...
Insomma, più easy, più soft che qui si muore!
sabato 1 febbraio 2014
BlaBlaBla
La teoria dell "NON è MAI ABBASTANZA" di un sabato pomeriggio di febbraio. Che fuori il vento fischia contro la finestra e qui strani vizi prendono il sopravvento sulle buone abitudini, ma resisto.
La teoria del troppo poco ci devasta. Sempre alla ricerca di qualcosa di più. Ma ce la stiamo mettendo tutta! La sveglia all'alba per allenarsi, e l'ansia da prestazione, e i cazzotti in faccia che fanno male, cavolo se fanno male! La grinta e i "ce la puoi fare", le pacche sulla spalla e una compagna di vita sempre al mio fianco.
La felicità di mangiare senza mettere un grammo e la tristezza del "non riesco più a ingrassare."
I desideri di febbraio sono così semplici.
Respirare.
La teoria del troppo poco ci devasta. Sempre alla ricerca di qualcosa di più. Ma ce la stiamo mettendo tutta! La sveglia all'alba per allenarsi, e l'ansia da prestazione, e i cazzotti in faccia che fanno male, cavolo se fanno male! La grinta e i "ce la puoi fare", le pacche sulla spalla e una compagna di vita sempre al mio fianco.
La felicità di mangiare senza mettere un grammo e la tristezza del "non riesco più a ingrassare."
I desideri di febbraio sono così semplici.
Respirare.
A pieni polmoni, con il freddo che penetra sotto il maglione morbido e provoca piccoli brividi lungo la schiena.
Ridere. Di gusto. Con le lacrime agli occhi e la mente leggera.
Imparare a cucinare. Che da oggi faccio dolci solo per me stessa. E mangiarli con le mani, e la bocca sporca di cioccolata e un thè caldo alla cannella.
E lasciarmi andare. A qualcuno che mi sposta i capelli dagli occhi. E che mi inviti a ballare, in una piazza deserta.
Staccare la spina. Letteralmente. Un po' di pace da questi whatsapp senza senso e queste telefonate prive di significato. Chiudere i ponti che portano a vicoli ciechi. Trovare il coraggio di dire cose mai dette. E fare cose mai fatte.
Ricominciare da Zero che non è mai tardi e...aspirare al meglio, che forse ci siamo accontentati già abbastanza!

xxx
V.
Staccare la spina. Letteralmente. Un po' di pace da questi whatsapp senza senso e queste telefonate prive di significato. Chiudere i ponti che portano a vicoli ciechi. Trovare il coraggio di dire cose mai dette. E fare cose mai fatte.
Ricominciare da Zero che non è mai tardi e...aspirare al meglio, che forse ci siamo accontentati già abbastanza!

xxx
V.
mercoledì 29 gennaio 2014
#celhaiunmotivo?
Non so se fanno più male le parole dette, o quelle tenute per sé, a premere contro il petto e lì sulla punta della lingua.
Tre giorni in quelli dell'Est, con le amiche più strane del mondo, dove strane è un complimento che si oppone alla banale normalità di certe persone senza identità. Una valigia minuscola e la voglia di staccare la spina. I messaggi che restano in sospeso, tra le bozze, e una non risposta. Gli shots troppo lunghi e la musica troppo alta tra persone di ogni nazionalità. Le figuracce per strada, con un caffè da asporto e la meraviglia negli occhi. Un inglese pessimo misto ad un italiano troppo internazionale, le risate, la nostalgia..
Tre giorni in quelli dell'Est, con le amiche più strane del mondo, dove strane è un complimento che si oppone alla banale normalità di certe persone senza identità. Una valigia minuscola e la voglia di staccare la spina. I messaggi che restano in sospeso, tra le bozze, e una non risposta. Gli shots troppo lunghi e la musica troppo alta tra persone di ogni nazionalità. Le figuracce per strada, con un caffè da asporto e la meraviglia negli occhi. Un inglese pessimo misto ad un italiano troppo internazionale, le risate, la nostalgia..
"Dammi un motivo per tornare" avrebbe detto qualcuno, e io ne ho almeno uno grande quanto il mare...o forse un pochino in più...
Il sonno spezzato, e la pasta delle 3 del mattino, scotta e insipida...ma buona...come tutto quello che ci è mancato a lungo.. Il freddo pungente, e le terme all'aperto con -8°! I presunti francesi o italiani e gli sguardi insistenti che restano sospesi dall'alto di un ponte spettacolare. Le luci che si riflettono sul Danubio che tolgono il fiato e ti fanno dimenticare anche le mani ghiacciate, e il naso gelato mentre il cuore si riscalda un po'...
V.
giovedì 9 gennaio 2014
HappyNewYear
Che giorno è oggi?
Una canzone parte spedita, le note sono sempre le stesse, la melodia è così familiare... l'odore del caffè e la spremuta d'arancia appena fatta. I libri sul tavolo e l'allenamento delle 15:00. E' gennaio! Gli esami imminenti e i viaggi tanto attesi. Niente più extra. Sigarette extra. Ore extra. Drink extra. Tutto torna regolare, o quasi. Niente crisi da propositi non realizzati. Nessuna dieta che minaccia di morte la mia generosa befana. Nessun ansia che non riguardi lo studio. O me stessa.
Guardarsi allo specchio e ritrovarsi. Che a volte a furia di darsi ad altri si finisce per perdere se stessi. Ridefinire gli obiettivi, ridisegnare i piani, superare i limiti. Puntare il dito sul mondo, progettare il prossimo passo. Cancellare. Riscrivere la storia, che se non convince possiamo sempre cambiare. Cambiare taglio ai capelli, e colore. E cambiare amici, e casa, e posto e tempo. Che tutti questi limiti hanno stancato. Sempre a chiedersi se è il momento giusto, e se è la cosa giusta, e se forse, e se magari... Rimescolare le carte e scoprirle, una alla volta. Godersi le persone che ci stanno accanto e che non se ne sono mai andate, essendo grate al destino, o alla vita o al tempo di aver eliminato naturalmente il superfluo.
Prendersi il tempo di alzarsi dal letto la domenica mattina, e prendersi il tempo per rimettere insieme i pezzi..che se davvero esiste il Karma ha un conto salatissimo in sospeso!
L'odore della vaniglia, e gli scatoli da riempire con roba inutile. La lista delle cose da fare che puntualmente aumenta senza che nessuna voce venga spuntata.
Le cose di ogni anno insomma, che sia gennaio o marzo, o settembre. La confusione, e la voglia di farcela, e le sfide, e l'amor proprio che vince su tutto. Che quest'anno sia così...senza paura, spensierato, felice. La partenza verso un nuovo traguardo.
Con un po' di ritardo, Buon Anno a tutti. Con il cuore.
V.
Una canzone parte spedita, le note sono sempre le stesse, la melodia è così familiare... l'odore del caffè e la spremuta d'arancia appena fatta. I libri sul tavolo e l'allenamento delle 15:00. E' gennaio! Gli esami imminenti e i viaggi tanto attesi. Niente più extra. Sigarette extra. Ore extra. Drink extra. Tutto torna regolare, o quasi. Niente crisi da propositi non realizzati. Nessuna dieta che minaccia di morte la mia generosa befana. Nessun ansia che non riguardi lo studio. O me stessa.
Guardarsi allo specchio e ritrovarsi. Che a volte a furia di darsi ad altri si finisce per perdere se stessi. Ridefinire gli obiettivi, ridisegnare i piani, superare i limiti. Puntare il dito sul mondo, progettare il prossimo passo. Cancellare. Riscrivere la storia, che se non convince possiamo sempre cambiare. Cambiare taglio ai capelli, e colore. E cambiare amici, e casa, e posto e tempo. Che tutti questi limiti hanno stancato. Sempre a chiedersi se è il momento giusto, e se è la cosa giusta, e se forse, e se magari... Rimescolare le carte e scoprirle, una alla volta. Godersi le persone che ci stanno accanto e che non se ne sono mai andate, essendo grate al destino, o alla vita o al tempo di aver eliminato naturalmente il superfluo.
Prendersi il tempo di alzarsi dal letto la domenica mattina, e prendersi il tempo per rimettere insieme i pezzi..che se davvero esiste il Karma ha un conto salatissimo in sospeso!
L'odore della vaniglia, e gli scatoli da riempire con roba inutile. La lista delle cose da fare che puntualmente aumenta senza che nessuna voce venga spuntata.
Le cose di ogni anno insomma, che sia gennaio o marzo, o settembre. La confusione, e la voglia di farcela, e le sfide, e l'amor proprio che vince su tutto. Che quest'anno sia così...senza paura, spensierato, felice. La partenza verso un nuovo traguardo.
Con un po' di ritardo, Buon Anno a tutti. Con il cuore.
V.
martedì 17 dicembre 2013
LaPrimaveraèunostatomentale.
Natale e il freddo che ti entra sotto il cappotto. La lista dei buoni propositi sepolta sotto la pila di libri da studiare, e i pranzi abbondanti che ti riempiono il cuore prima che la pancia
La primavera è uno stato mentale. Ogni nuovo inizio, che sia il nuovo anno, una nuova vita, una nuova casa, una nuova città, una nuova storia..è una primavera. Almeno per me. Niente fiori, o giornate che ti scaldano l'anima, solo gelo e una donna che rinasce.
Perché noi donne siamo un po' così. Tutte lacrime e aspettative da gran finale, sempre infermiere pronte a curare la ferita di qualcuno mentre aspettiamo che le nostre si richiudano poco alla volta. Un po' ingenue a volte, un po' stronze altre.
Questo dicembre è così. Pochi addobbi e tanto rosso. Il rossetto sulla tazzina del caffè, e su quella sigaretta che ogni tanto ti concedi. Quel cappotto rosso che cerchi da una vita ma forse è perfetto solo nella tua mente.
Un po' come l'amore. Un po' come il capodanno, che mille preparativi per poi finire a chiedersi ogni anno "perché non me ne sono stata a casa a dormire??"
Ma le aspettative hanno il loro lato positivo. Anche quando sono troppo alte, e le probabilità che si realizzino sono così poche.. ci mostrano la direzione verso cui andare...ci aprono gli occhi su quello che vogliamo davvero.
E allora sostituiamo il foglio stracolmo di buoni propositi con spazio bianco da riempire con mille aspettative. Assurde. Lontane. Incredibili. Patetiche. Soddisfacenti. Importanti. Inutili. Che almeno nel compilarlo ci viene su un sorriso! Lasciamo che la dieta del 2 gennaio inizi quando saremo davvero pronte a mettercela tutta. Lasciamo che le cose accadano. E concediamoci quello che è meglio per noi. Adesso. La faccia sporca di zucchero a velo. I pomeriggi con le amiche a scegliere il regalo perfetto. La carta regalo colorata. Gli abbracci davanti al camino. I biscotti di marzapane, che prima o poi impareremo a farne di commestibili!
I baci sotto il vischio. O sotto il palazzo. O su una panchina di un centro commerciale. O ovunque.

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Questo dicembre è così. Pochi addobbi e tanto rosso. Il rossetto sulla tazzina del caffè, e su quella sigaretta che ogni tanto ti concedi. Quel cappotto rosso che cerchi da una vita ma forse è perfetto solo nella tua mente.
Un po' come l'amore. Un po' come il capodanno, che mille preparativi per poi finire a chiedersi ogni anno "perché non me ne sono stata a casa a dormire??"
Ma le aspettative hanno il loro lato positivo. Anche quando sono troppo alte, e le probabilità che si realizzino sono così poche.. ci mostrano la direzione verso cui andare...ci aprono gli occhi su quello che vogliamo davvero.
E allora sostituiamo il foglio stracolmo di buoni propositi con spazio bianco da riempire con mille aspettative. Assurde. Lontane. Incredibili. Patetiche. Soddisfacenti. Importanti. Inutili. Che almeno nel compilarlo ci viene su un sorriso! Lasciamo che la dieta del 2 gennaio inizi quando saremo davvero pronte a mettercela tutta. Lasciamo che le cose accadano. E concediamoci quello che è meglio per noi. Adesso. La faccia sporca di zucchero a velo. I pomeriggi con le amiche a scegliere il regalo perfetto. La carta regalo colorata. Gli abbracci davanti al camino. I biscotti di marzapane, che prima o poi impareremo a farne di commestibili!
I baci sotto il vischio. O sotto il palazzo. O su una panchina di un centro commerciale. O ovunque.

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V.
lunedì 2 dicembre 2013
Le consapevolezze.A dicembre.
Dicembre. La domenica dell'anno.
La città prende forme diverse, le luci rendono magica anche la più anonima delle strade, i mercatini di natale, e una pista di pattinaggio proprio al centro della piazza a coronare il sogno di ogni bambino. Anche di qualcuno un po' più cresciuto. Tipo me.
Un cardigan enorme in cui avvolgerti, un po' hippy, un po' etno, un po' fatto per me.
Un paio di compleanni e una dozzina di torte farcite con litigi e porte chiuse in faccia. Una valigia enorme, nuova, ultraleggera che non ha ancora destinazione. Un paio di jeans nuovi di zecca di una taglia improbabile che sembrano disegnati addosso, e ti senti bella, anche se ultimamente non sei stata guardata abbastanza. Una catenina con su scritto L.O.V.E per non perdere di vista le cose importanti. Perché lo senti dentro, sotto la pelle, lo senti scorrere nelle vene questo amore. E un po' ti consuma, un po' ti rende imbattibile.
Dicembre. E una montagna di consapevolezze. Guardarsi allo specchio e vedere una nuova sé. Crollato il muro, abbassata la barriera, aperti gli occhi... ti senti Donna.
Le amiche di sempre intorno e una sorella maggiore saggia. I caffè bruciati e le torte nel forno, le serate a ballare nel locale di sempre. O in casa. "Prestami il rossetto che stasera è quella buona". Le notti al telefono, con la pioggia che batte sui vetri e la coperta che ti copre le spalle. Datemi una sigaretta anche se non fumo. E un thé caldo. E un abbraccio.
Le colazioni saltate, e le mattinate in biblioteca, la faccia di un cadavere e i panini di corsa prima dell'allenamento. I regali tra amiche per il prossimo, imminente viaggio. Le cene abbondanti che "no, non mi va proprio di mangiare."
Novembre sei stato orribile ma illuminante. Ora sogno solo la neve. Bianca. Candida. Pura, e un paio di guanti morbidi che mi tengano calde le mani. E non solo.
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V.
La città prende forme diverse, le luci rendono magica anche la più anonima delle strade, i mercatini di natale, e una pista di pattinaggio proprio al centro della piazza a coronare il sogno di ogni bambino. Anche di qualcuno un po' più cresciuto. Tipo me.
Un cardigan enorme in cui avvolgerti, un po' hippy, un po' etno, un po' fatto per me.
Un paio di compleanni e una dozzina di torte farcite con litigi e porte chiuse in faccia. Una valigia enorme, nuova, ultraleggera che non ha ancora destinazione. Un paio di jeans nuovi di zecca di una taglia improbabile che sembrano disegnati addosso, e ti senti bella, anche se ultimamente non sei stata guardata abbastanza. Una catenina con su scritto L.O.V.E per non perdere di vista le cose importanti. Perché lo senti dentro, sotto la pelle, lo senti scorrere nelle vene questo amore. E un po' ti consuma, un po' ti rende imbattibile.
Dicembre. E una montagna di consapevolezze. Guardarsi allo specchio e vedere una nuova sé. Crollato il muro, abbassata la barriera, aperti gli occhi... ti senti Donna.
Le amiche di sempre intorno e una sorella maggiore saggia. I caffè bruciati e le torte nel forno, le serate a ballare nel locale di sempre. O in casa. "Prestami il rossetto che stasera è quella buona". Le notti al telefono, con la pioggia che batte sui vetri e la coperta che ti copre le spalle. Datemi una sigaretta anche se non fumo. E un thé caldo. E un abbraccio.
Le colazioni saltate, e le mattinate in biblioteca, la faccia di un cadavere e i panini di corsa prima dell'allenamento. I regali tra amiche per il prossimo, imminente viaggio. Le cene abbondanti che "no, non mi va proprio di mangiare."
Novembre sei stato orribile ma illuminante. Ora sogno solo la neve. Bianca. Candida. Pura, e un paio di guanti morbidi che mi tengano calde le mani. E non solo.
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V.
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